
Poesia sui logaritmi
Un LOGARITMO è sempre potente.
Egli è della base quell’esponente,
che alla fine tu sei costretto a dare
ad un bel argumentum da trattare.
E’ un evento eccezionale
che ti permette di trasformare
un gran prodotto da calcolare
cambiato in somma da logaritmizzare.
Esiston poi quelli decimali,
logaritmi ancor sensazionali,
perché puoi sempre, in ogni fase,
modificarne argumetum e base.
Certo, con loro non puoi giocare
se gli esponenti non sai trattare,
ma forte emozione cavalcherai
se i radicali
aggregherai.
Alla fine, Cerritelli disse,
in un dei suoi momenti,
di logaritmizzare anche i sentimenti,
perché gioie, fatiche e dolori
dalla casa dei numeri
non posson star fuori.
A PROPOSITO DI LOGARITMI
Nel 1614 lo scozzese John Napier pubblicò l’opera “Logarithmorum canonis descriptio” (foto sopra), con il dichiarato intento di sollevare gli astronomi dalla fatica di effettuare i penosissimi calcoli necessari al loro lavoro. Come tutte le persone colte del suo tempo, scrisse in latino e conosceva il greco. Il vantaggio nell’uso dei logaritmi sta nel fatto che essi trasformano moltiplicazioni e divisioni in addizioni e sottrazioni, consentendo risparmio di tempo e fatica a chi deve fare calcoli onerosi come quelli astronomici.

Nessun commento:
Posta un commento